Benessere donna

Cosmesi e gravidanza: guida alla scelta dei prodotti

cosmesi-e-gravidanza
Foto del profilo di Anna
Autore Anna

Cosmesi e gravidanza sono compatibili? Quali sono i rimedi per essere belle in tutta sicurezza durante il periodo di attesa del nostro bambino? Ne parliamo con la dottoressa Pucci Romano, presidente dell’Associazione Skineco, che ci indica alcune linee guida da seguire per una scelta consapevole dei prodotti di bellezza.

La cura della pelle in gravidanza con prodotti di origine naturale

La gravidanza induce numerosi cambiamenti in una donna: «per quanto sia un momento di gioia –conviene la dottoressa Romano- il periodo di attesa rappresenta anche una fase di profonda trasformazione fisica». Non solo il corpo –con l’aumento di peso- ma anche la pelle è soggetta a numerosi cambiamenti: «in questo periodo gran parte dell’attenzione si concentra sul corpo e, anche quando si parla della pelle, il pensiero principale è rivolto ai possibili effetti derivanti dall’aumento di peso corporeo. Di qui il proliferare di prodotti destinati a prevenire le smagliature. Anche la pelle del viso, tuttavia, in questo arco di tempo subisce profonde trasformazioni, legate alle variazioni degli equilibri ormonali».

Come cambia la pelle di una donna durante la gravidanza e quali sono le cause? «Durante i primi tre mesi –spiega la dott.ssa Romano- è possibile che la pelle tenda a diventare più grassa per effetto del progesterone, ormone prodotto dal corpo luteo che interviene a prevenire l’aborto. Nella fase successiva, con la formazione della placenta, si assiste a una produzione maggiore di estrogeno, responsabile di un vero e proprio “stato di grazia” per la pelle e i capelli, che si normalizzano e acquistano luminosità e vigore. In casi di pelle secca, però, è possibile che si verifichino fastidiosi pruriti».

Una piena consapevolezza dei meccanismi che hanno luogo nel proprio corpo consente di intervenire in maniera mirata, tutelando al contempo la salute del bambino. Imparare a riconoscere gli ingredienti dannosi contenuti talvolta nei cosmetici diviene fondamentale: «spesso, purtroppo, la composizione dei prodotti cosmetici risulta pasticciata. I principi attivi utilizzati possono essere giusti, ma la loro percentuale risulta scarsa o addirittura inesistente. Una cosmesi onesta si traduce in prodotti che incoraggiano le normali funzioni della pelle, senza coprirla. Da presidente di Skineco mi batto per una cosmesi dermocompatibile, che in luogo di ingredienti sintetici e potenzialmente dannosi per la salute, preferisca l’uso di sostanze ecosostenibili, in grado di rispondere alle reali esigenze della pelle rispettando allo stesso tempo l’ambiente».

Quali sono i prodotti che sostengono il normale equilibrio della nostra pelle? «Per una buona idratazione sono raccomandati i grassi vegetali, gli unici in grado di potenziare le reali risorse della pelle. Si ricordi, infatti, che lo strato corneo –la parte più esterna dell’epidermide- è formato da tanti “mattoncini” tenuti insieme dal cosiddetto film idrolipidico, costituito, appunto, da grassi. Sì, dunque, a prodotti naturali come il burro di karité, l’olio di germe di riso o anche l’olio di cotone».

I trucchi: imparare a riconoscere gli ingredienti dannosi per la salute

Anche il trucco merita una particolare attenzione, vista l’alta incidenza che ha nella vita delle donne: «una ricerca ha dimostrato che una donna mangia circa 2 kg di rossetto nell’arco della sua vita. Il dato acquista particolare rilevanza, soprattutto in virtù del fatto che molte sostanze possono essere veicolate dalla pelle altrove». Un esempio? «Il triclosan –antibatterico presente in numerosi detergenti e potenzialmente cancerogeno- arriva anche nel latte materno. Di qui l’importanza di una scelta attenta dei prodotti».

La consapevolezza sempre più diffusa dei rischi legati all’uso di cosmetici inadeguati influenza in misura crescente le scelte delle case produttrici: «oggi, per fortuna, sono sempre più numerose le aziende cosmetiche che abbracciano il principio di precauzione. Le etichette tendono a sottolineare quello che non c’è in un prodotto in termini di sostanze potenzialmente nocive per la salute –come petrolati, siliconi, parabeni- piuttosto che i loro principi attivi. Si tratta di una scelta non obbligata –nel campo della cosmesi, infatti, non c’è ancora una normativa che impedisca l’uso di determinate sostanze- ma etica».

La tintura per i capelli: accorgimenti da seguire

Uno dei dubbi che ricorre più di frequente durante la gravidanza riguarda l’uso di tinture per capelli. Anche In questo caso si invita alla cautela, pur senza eccedere in allarmismi: «il fatto è che non esistono tinture pienamente naturali. Per quanto sia possibile omettere alcune sostanze nocive, la tintura resta il frutto di un processo chimico. Per far aprire la squama del capello è necessario che venga utilizzata acqua ossigenata; per farla richiudere dopo la colorazione, invece, sono richieste altre molecole. In commercio, tuttavia, sono disponibili prodotti senza ammoniaca e privi delle sostanze maggiormente tossiche. Con l’uso di dovuti accorgimenti, dunque, è possibile tingersi i capelli. Per una precauzione in più, si può ricorrere ai colpi di sole, che colorano soltanto il fusto senza arrivare al cuoio capelluto».

 

 

*Dott.ssa Pucci Romano, specialista in Dermatologia e Venereologia, Docente di Tecniche Dermatologiche Applicate alla Cosmetologia presso l’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma, Presidente di Skineco, Associazione Internazionale di Ecodermatologia, http://www.skineco.org/index.php?lang=it

Cosmesi e gravidanza: guida alla scelta dei prodotti ultima modifica: 2016-05-11T08:00:40+00:00 da Anna

Autore

Foto del profilo di Anna

Anna

Leave a Comment