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Nera di bufala, il “surreale” che prende vita

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Nera di bufala, il “surreale” che prende vita.

Stia tranquillo Salvini: è un prodotto tutto italiano.

Non è la mozzarella di un emiro ottenuta per immersione in un giacimento petrolifero. Non è il disastroso risultato di un incantesimo repentino, l’oro bianco continua a luccicare. Non è nemmeno prodotto esclusivo dell’Oltretomba, il settore lattiero caseario è decisamente sottosviluppato nel Regno degli Inferi. Sì, è semplicemente un lampo di genio, un’innovazione “made in Caserta”, un rilancio in tal campo nei confronti del florido Cilento. La mozzarella nera di Bufala, chi l’avrebbe mai detto. Idea dei fratelli D’Angelo, titolari del caseificio di Cancello e Arnone, un progetto che ha preso forma tempo fa e si è concretizzato da circa un mese. Il colore nero deriva dall’utilizzo del carbone vegetale nella preparazione, tanto per intenderci lo stesso venduto in compresse nelle farmacie. Considerando il suo principio attivo, esso dovrebbe conferire maggior digeribilità al latticino e andare incontro alle esigenze dei consumatori che vedono la mozzarella trasformarsi letteralmente in bufala nei propri stomaci. È ancora presto per valutare plurimi aspetti di quella che è forse la più grande novità gastronomica del 2015. Le certezze son davvero poche a riguardo, tra le quali menzioniamo anzitutto la registrazione del marchio “Nero di Bufala” da parte del caseificio sopra citato, il quale ha già ricevuto parecchie richieste d’acquisto anche dall’estero, scatenando curiosità a livello internazionale. Mancano studi scientifici approfonditi, pertanto non conosciamo ancora le sue effettive proprietà nutrizionali e possiamo limitarci ad affermare che il sapore è del tutto uguale a quello della mozzarella tradizionale, ma la quantità di siero è minore. La “sorella di colore” deve però farne di strada dal mercato alla tavola, per ora affascina solo i temerari, esteticamente non è un gran colpo d’occhio. Sarà il tempo a dirci se questa è una mera operazione di marketing oppure un valore aggiunto alla dieta mediterranea. A sostenere questa tesi è Angelo Pesce, chef del ristorante Ida ai Maronti d’Ischia, il primo ad aver introdotto la novità nell’isola dell’Arcipelago Campano. Impressionato dal colore inusuale, ma non particolarmente dal gusto, attrae numerosi clienti desiderosi di sapere dove si possa comprare questa prodigiosa vivanda, specialmente dopo aver realizzato con la collaborazione del ristorante vicino la prima pizza margherita nera. È il trend del momento, non c’è dubbio, naturalmente la grande speranza è che la moda non sia passeggera.

Stefano D’Ambra

foto: Gianni Costabile

Nera di bufala, il “surreale” che prende vita ultima modifica: 2015-09-16T12:00:29+00:00 da Stefano D’Ambra

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