Interviste

Rebecka G. Sendroiu: professione food stylist

rebecka-sendriou-food-stylist
Foto del profilo di Anna
Autore Anna

Cosa fa la differenza tra un piatto banale e uno che si divora con gli occhi? Qual è la luce migliore per fotografare il cibo? Quali sono gli allestimenti che esaltano di più le nostre pietanze? Da anni, ormai, la passione per la buona cucina va di pari passo con quella per la fotografia.

Non solo chi aspira a diventare food stylist professionista, ma anche gli appassionati foodstagrammer, che desiderano condividere le loro imprese culinarie e far venire l’acquolina in bocca ad amici e parenti, non possono fare a meno di alcune conoscenze di base.

Ne parliamo con Rebecka G. Sendroiu, food photographer, food stylist e autrice del blog Miss Becky’s cottage, che ci racconta il suo percorso e ci dà alcuni imperdibili spunti per dare maggiore appeal alle nostre foto di cibo.

rebecka-sendriou-food-photographer

Una passione, quella per il food styling e la food photography, trasformatasi in lavoro: com’è nata l’avventura di Miss Becky’s cottage?

«Quando ho aperto il mio blog, tutto pensavo meno che potesse trasformarsi in altro che non fosse un diario virtuale. Ho raccontato tanto su chi sono, sui luoghi da dove vengo, su quelli in cui ho vissuto e che mi hanno vissuta. Ho raccontato molto su quello che amo, su quello che mi entusiasma e mi sazia. Durante il primo anno proponevo ricette discutibili e le foto erano terribili, così terribili che a riguardarle si affollano in me sentimenti contraddittori. Ma non le ho cancellate quelle foto e non le ho fatte nuovamente, sono lì perché possano ricordarmi ogni giorno da dove sono partita e cosa sono riuscita a realizzare fino ad oggi. Nel 2012 ero mamma da poco meno di un anno, blogger per caso, cuoca per passione ma anche fotografa in erba. L’avventura è iniziata come uno di quei viaggi adolescenziali in cui, zaino in spalla, parti senza una meta precisa, con pochi spicci in tasca. Uno di quei viaggi dove sei pronta a diventare autostoppista, raggiungendo nuove mete insieme ad altri. Perché gli altri ci aiutano a vedere il bello e il brutto di noi, ci aiutano a cambiare, a migliorare. Perché gli altri possono essere i nostri peggiori critici, ma anche i nostri fan numero uno».

food-photo-rebecka-sendriou

Ci parli delle tue prime esperienze professionali come food photographer e food stylist?

«I primi ingaggi sono arrivati grazie al Miss Becky’s Cottage, dall’estero. Una ricetta, poi una fotografia, poi un’altra fotografia e via dicendo. Al momento non sono la classica food stylist (nella più stretta accezione del termine) che gira gli studi fotografici con pinzetta e spray alla mano pronta a rendere estetico il cibo. I lavori che mi vengono proposti sono pacchetti già pronti, dove mi viene chiesto di essere cuoca, stylist e fotografa e tutto il lavoro che c’è tra l’idea e la realizzazione viene lasciato interamente nelle mie mani. Una cosa che non mi dispiace affatto, perché affidano tutto a me e mi offrono la possibilità di dar vita a un’idea, di realizzarla interamente. Io devo scegliere la ricetta da proporre, io devo scegliere i props, la location, le inquadrature, la storia da raccontare, io devo scattare e post produrre la fotografia».

miss-becky's-cottage-food-styling

Cosa consigli a chi vuole diventare food stylist professionista?

«Esistono corsi e workshop che possono fornire una buona preparazione e avviare alla professione di food stylist. I corsi insegnano alcuni trucchi che i professionisti usano nel loro lavoro, insegnano come rendere più bello il cibo utilizzando prodotti che non sempre sono commestibili e un po’ di storia necessaria a comprendere come si è sviluppata nei decenni questa professione che esiste da molto tempo (almeno da quando si pubblicizza il cibo per mezzo della fotografia), ma che solo con l’era dei social è stata focalizzata di più. Personalmente credo che l’approccio migliore a questa professione sia quello di seguire un corso base di fotografia, importante per comprendere la luce, per ottenere un’inquadratura corretta, utile per vedere con gli occhi del fotografo il lavoro finito di styling del cibo. Fare un corso base di cucina può essere altresì utile. Ma più di tutto consiglio, a chi vuole diventare food stylist, di affiancare come assistente un  food stylist e food photographer che lavori già da tempo sia nell’ambito editoriale che commerciale. Un tempo il food stylist e il food photographer erano due professioni tanto differenti quanto complementari. Oggi, la professione di food stylist e fotografo di cibo vanno a braccetto e molti fotografi di cibo sono dei bravissimi food stylist e viceversa».

 

food-styling

Quali sono gli stili più in voga del momento?

«Parlando di stili, credo che in un certo senso i food blogger più influenti riescano ancora a dettare le mode. A distanza di 8 anni o forse più, la fotografia dark moody è ancora molto in voga. Fotografie che quasi sembra facciano riferimento ai dipinti di Caravaggio e Rembrandt, con uno stile ‘drammatico’ che pone tantissima attenzione alla luce e all’ombra, fondamentale per ‘dipingere’ determinate scene. Uno stile fotografico nato probabilmente con Katie Davies di What Katie Ate, irlandese d’origine australiana d’adozione. Uno stile ereditato con indubbio successo dalla svedese Linda Lomelino di Call me Cupcake e da molte altre food blogger di successo, anche e soprattutto nostrane. Facendo riferimento a ciò che giornalmente vedo sui social, sulle riviste di settore e su ciò che America e Australia suggeriscono, i trend del momento sono caratterizzati ancora dallo studio della luce e anche ma soprattutto dal proporre il cibo nel contesto di una storia. Raccontare una storia per raccontare una ricetta, per raccontare il cibo. Una tavola imbandita, persone, molti props e tanti elementi naturali, spesso in un contesto rurale come suggeriscono quelle che io chiamo le Secret Supper girls, due blogger americane (Eva Kosmas Flores e Danielle Firle) che organizzano le Secret supper (cena segreta) nell’Oregon e che in fatto di cibo e di fotografia stanno dettando lo stile del momento che in assoluto preferisco. In ogni caso ‘Naturale‘ è la parola d’ordine. Uno scatto naturale dove l’imperfezione è ricercata, creata ad arte. Dove tutto quello che appare casuale, di casuale non ha nulla, poiché per ricreare l’atmosfera di una tavola casalinga dove si è intenti a preparare il cibo, ogni cucchiaio, ogni forchetta, ogni guscio d’uovo, ogni sbuffo di farina o canovaccio è stato riposto con cura, più e più volte dal food stylist/photographer. Perché nelle sue mani anche la piega del canovaccio o la sbavatura d’albume su una tavola di legno possono avere appeal. Attenzione, dunque, ai dettagli, piccoli e preziosi dettagli: perfino le fotografie commerciali di advertising, per quanto artefatte e sofisticate da colle, vernici, vanno alla ricerca di un modo più naturale di proporre fotograficamente il cibo».

miss-becky-food

Ci parli del tuo linguaggio e del tuo stile?

«In questo nuovo mondo mi sono buttata relativamente da poco, quindi non credo di possedere già un mio stile, che non sia in qualche modo influenzato da altri. In questo senso i social ed internet più in generale sono una continua fonte di ispirazione, uno stimolo costante a voler fare meglio e di più. Se devo però parlare del mio stile in qualche modo, pur non trovando una definizione, faccio affidamento su quella che mi è stata assegnata da alcune persone: country morning. Ossia, quelle atmosfere che potrebbero respirarsi in una mattinata o in un pomeriggio in una cucina di campagna. Credo che il cibo sia amore, sia anima, sia radici, sia comfort e convivialità e quando allestisco un set cerco di non perdere mai di vista questo. Perché su questo verte tutto, sull’amore e su chi siamo. Ammesso che ci venga concesso di esprimerlo».

food-photography

I props che non possono mancare in un tuo set fotografico.

«Sono una grande amante dei props e uso, quando possibile, tutti i tipi di materiale. Quello che non può mancare però in un set fotografico è l’elemento vintage. Una tavola vissuta o un cucchiaio d’argento, una teglia americana arrugginita o strofinacci di lino provenzali. C’è molto spazio nei miei set anche per gli artigiani che lavorano la ceramica. Dall’Australia, alla Svezia, dalla Polonia alla California, tracciando linee nette sul mappamondo, ho punti di riferimento tra gli artigiani, tutti magnifici creatori di pezzi unici in grado di accogliere il cibo e di rendere conseguentemente una fotografia più bella».

 

 

 

Rebecka G. Sendroiu: professione food stylist ultima modifica: 2017-07-12T14:25:25+00:00 da Anna

Autore

Foto del profilo di Anna

Anna

Leave a Comment