Benessere & bellezza / Febbraio 18, 2021

Storia dello smalto dalle origini ai giorni nostri

Dentro le boccette colorate dello smalto si nasconde una storia lunghissima, fatta di esperimenti, sogni, tentativi e speranze, tutto per soddisfare il desiderio delle donne di sentirsi più belle e seducenti. Una sottile linea di colore sulle unghie racconta una storia di seduzione che si dispiega nel corso dei secoli. Scopriamo insieme la storia dello smalto dalle origini sino ai giorni nostri. 

 

Le origini dello smalto

La storia dello smalto non è recente, ma affonda le sue radici in tempi antichissimi. Questo cosmetico veniva utilizzato già in India 5000 anni fa, ma furono i cinesi nel 300 a.C. ad creare il primo vero smalto per unghie partendo da una miscela di gelatina, cera d’api, gomma arabica e albume d’uovo). Durante la dinastia Zhou si usava il colore smalto per distinguere lo status sociale al pari degli indumenti utilizzati. Lo smalto rosa era usato dalle donne del ceto medio, l’oro e l’argento dalle nobili. Anche nell’Antico Egitto le donne usava lo smalto, ma le tonalità diffuse era le sfumature del rosso, dal cremisi al rubino. Lo smalto restava sempre prerogativa delle classi nobili. I primi a ricorrere alla nail art sulle unghie furono gli Incas che dipingevano aquile sulla punta delle dite smaltate. Nel Medioevo l’uso dello smalto fu bandito. Solo nel Rinascimento riapparve per esaltare le mani delle nobildonne del tempo. In epoca Vittoriana, si usava lo smalto con olio e pelle di camoscio.

 

Lo storia dello smalto nel Novecento

Nel 1911 Warren creò lo smalto liquido che consisteva in una boccetta con un pennellino a parte. La manicure di moda a inizio Novecento era la mezzaluna che consisteva nel lasciare bianca la punta dell’unghia. Dagli anni ‘20 ci fu il boom di questo cosmetico. Le donne volevano smaltare le unghie come i colori fiammanti delle automobili e lo smalto doveva asciugarsi facilmente ed essere facile da stendere. Negli anni ‘20 la manicure di moda era la moon manicure (quella che oggi chiamiamo “French Manicure inversa”). Nel 1932 ci fu l’invenzione dello smalto come lo conosciamo oggi. La Revlon lanciò la moda di coordinare smalto e rossetto rosso e consigliava di applicarlo su tutta la superficie delle unghie e di cambiare colore di smalto a seconda delle stagioni. Nel 1934 fu la volta delle unghie finte che furono create da un dentista Maxwell Lappe. Dagli anni ‘40 le aziende cosmetiche puntarono al marketing di massa e ci fu un ampliamento dei colori e un perfezionamento delle formule. Negli anni ‘50 lo smalto preferito era il rosso, come quello delle dive sul grande schermo. Negli anni ‘60 fu la volta dei colori pastello e negli anni ‘70 ci fu il boom delle unghie finte. Negli anni ‘80 la manicure di moda era la “french manicure” con le punte smaltate di bianco. negli anni ‘90 i colori cult erano il rosso e il nero per le unghie. Oggi la moda dello smalto semipermanente e della ricostruzione delle unghie ha preso il sopravvento, ma le mani curate restano il miglior biglietto da visita per una donna. 

 

m.s.

 

                               

 

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