Marketing tips / 30 Settembre, 2021

Cosa fa l’ufficio stampa e perché è utile

Cosa fa l’ufficio stampa e soprattutto perché è utile. Prima di tutto, chiariamo chi è.

 

CHI È L’UFFICIO STAMPA?

 

Tale attività può essere svolta da un dipendente aziendale oppure da un’agenzia di comunicazione esterna.

Si occupa di gestire e veicolare il flusso di informazioni relative a un’azienda. Può trattarsi anche di un’istituzione o la pubblica amministrazione.

Un addetto stampa deve sapere gestire le relazioni con gli organi d’informazione. Specificamente, deve essere sempre aggiornato sul panorama dei mass media che operano nel suo settore e dei giornalisti di riferimento.

Si tratta dei cosiddetti contatti, che si devono costruire e alimentare continuamente una rete di relazioni pubbliche.

 

COSA FA L’UFFICIO STAMPA?

 

L’attività di ufficio stampa consiste nel veicolare le comunicazioni verso i mass media attraverso i comunicati stampa.

Per l’appunto, si tratta di testi informativi con cui si informa di un evento. Oppure un risultato o una presa di posizione. Che riguardi la propria realtà di appartenenza. Quando l’evento in questione è di notevole rilevanza, l’ufficio stampa può decidere di organizzare una conferenza stampa.

Perché il comunicato stampa sia efficace bisogna avere cura della scrittura e dei tempi di trasmissione. Infatti bisogna essere fin dal titolo chiari diretti e trasparenti, anche per evitare di essere ignorati.

L’incaricato infatti deve avere ottime qualità relazionali, capacità di problem solving e saper lavorare sotto pressione. Sono importanti anche delle competenze marketing.

 

PERCHÈ È UTILE ?

Avere l’ufficio stampa  ha i suoi vantaggi, soprattutto quello di aver delegato la comunicazione e la creazione di un network a dei professionisti.

Infatti si occupano dell’elaborazione di comunicati e dell’invio a tutti i contatti potenzialmente interessati.

Soprattutto, l’ufficio stampa svolge un ruolo fondamentale in termini di trasparenza e di chiarezza nonché di informazione qualificata, corretta e completa.

 

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Marketing tips / 28 Settembre, 2021

Come Organizzare un Evento Gastronomico

Come organizzare un evento gastronomico? Non è un contesto finalizzato al solo mangiare e bere. Infatti si tratta di una vera e propria occasione promozionale. L’obiettivo è veicolare le scelte gastronomiche dei clienti, facendogli vivere una vera e propria esperienza.

Vediamo come organizzare un evento gastronomico.

SCEGLIERE IL TEMA E IL CONTESTO

Come prima cosa, dopo aver scelto giorno e orario, bisogna controllare che in zona non vi siano eventi simili. Questo per evitare situazioni che possano andare in conflitto con l’evento.

È necessario seguire un filo logico che coinvolga le persone, non basta imbandire la tavola. Bisogna far vivere un’esperienza e tutto dovrà essere scelto con cura, anche la musica in sottofondo.

Inoltre, vietato improvvisare: bisogna essere preparati a risolvere eventuali problemi. Di conseguenza avere un piano B.

COME PRESENTARE UN EVENTO GASTRONOMICO

Quando si organizza un evento gastronomico, bisogna impostare bene l’allestimento e i posti a sedere. Al fine di rendere il tutto accessibile. Gli ospiti non devono sentirsi impacciati.

È bene organizzare un desk di accoglienza che possa indirizzare gli ospiti.

È sempre meglio far sapere in anteprima come sarà il menu, il quale deve essere inclusivo. Specificamente, bisogna essere pronti alle alternative in caso di intolleranze, allergie e simili.

Di conseguenza vanno definiti bene i tempi del catering.

Infatti devono tutti essere serviti il più simultaneamente possibile. A meno che non si tratti di un buffet.

Efficienza sì, ma anche estetica: un piatto saporito è più invitante se ben preparato. Si mangia prima con gli occhi.

Infine, bisogna scegliere i giusti canali di comunicazione che diano rilevanza all’evento gastronomico.

ATTENZIONE AI FEEDBACK DOPO L’EVENTO

Infine, una volta terminato l’evento, è bene cercare un feedback dagli ospiti con la scusante di contattare per ringraziare.

I feedback anche quelli negativi sono preziosi per fare un bilancio del risultato.

E per capire come condurre al meglio un evento gastronomico.

 

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Marketing tips / 26 Settembre, 2021

Perché scegliere un fotografo professionista

Perché scegliere un fotografo professionista? È la domanda ricorrente quando si sta organizzando un evento oppure un occasione speciale.

La miglior macchina fotografica di un brand rinomato non è sufficiente.

Ecco i motivi fondamentali del perché scegliere un fotografo professionista.

UN FOTOGRAFO PROFESSIONISTA POSSIEDE L’ATTREZZATURA GIUSTA

Dall’impianto un di luci, o dei supporti di memoria, o i software che verranno utilizzati per la post produzione.

Non basta saper smanettare su photoshop.

Infatti investire in attrezzature professionali è fondamentale per la qualità del risultato finale.

OCCHIO E SENSI ATTIVI

Il fotografo nel corso del tempo sviluppa esperienza anche dei contesti in cui si trova. Ciò va ad aggiungersi al suo bagaglio formativo.

Un fotografo professionista riconosce prima di tutti i momenti da immortalare.

Individua subito le emozioni da cogliere sui volti, quali sono le persone direttamente coinvolte nell’evento.

E delle semplici fotografie diventano un fotoracconto, una cronaca romanzata.

Un fotografo professionista conosce anche le angolazioni migliori. È impensabile affidare le foto ad un amatoriale o andare alla cieca.

 

DELEGARE UN COMPITO AD UN FOTOGRAFO PROFESSIONISTA

Se stiamo contattando un fotografo professionista, significa che vogliamo che di quell’evento o occasione si abbia un ricordo speciale. O dovranno servici a fini lavorativi. Di conseguenza, siamo impegnati a fare altro. Che sia godersi l’evento o dedicarsi alle pubbliche relazioni.

Delegare il compito di occuparsi della fotografia ad un professionista è un grosso vantaggio. Infatti permetterà di avere un carico mentale più leggero.

 

GARANZIE DI TUTELA

Infatti bisogna sempre ricordare di guardarsi le spalle.  Un fotografo professionista ha a cuore la tutela del suo lavoro.

Quindi nel contratto di lavoro verrà inserita una voce che garantisce che nessuno di terzo avrà accesso diretto alle foto.

Di conseguenza si è sicuri che in caso di pubblicazioni ufficiali non ci saranno spoiler o invasioni di alcun tipo.

 

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Marketing tips / 25 Settembre, 2021

Come fare Le Pubbliche Relazioni

Come fare le pubbliche relazioni è indispensabile da imparare per portare il business ad aver successo.

Per prima cosa, quando parliamo di ‘pubbliche relazioni’ facciamo riferimento ai filoni di comunicazione che hanno come obiettivo quello di sviluppare delle relazioni. Cioè mettendo in contatto le aziende e le persone con i pubblici di riferimento.

In sintesi, lo scopo principale è educare il pubblico attraverso la visibilità dell’azienda facendo leva sulle relazioni.

Vediamo come fare pubbliche relazioni  di successo:

CHIARIRE BENE LA PROPRIA IDENTITA’

Per comunicarsi bene e stabilire delle relazioni, si deve esser trasparenti. In particolare, facendo chiarezza sulla storia, cosa si fa attualmente e obiettivi futuri.
Quindi si devono presentare lo slogan dell’azienda, il campo di riferimento, mission e valori. Domandandosi se il sito web e i social media sono efficaci nella presentazione.

COME FARE LE PUBBLICHE RELAZIONI PARTENDO DAL TARGET

Il dialogo con il cliente è indispensabile. Per essere sicuri di parlare alle persone giuste bisogna analizzare i diversi tipi di pubblico di riferimento. È importante che siano chiari i bisogni di ogni target e che vengano scelti i canali di comunicazione più idonei.

Partendo dal target si definisce la strategia di comunicazione da adottare.

Tuttavia, attenzione al contesto: il network giusto non funziona se il contesto in cui si cerca di costruirlo non è adatto.

In sintesi oltre ad aver chiari i bisogni del cliente, bisogna capire anche la personalità media. Solo in questo modo si avranno pubbliche relazioni di successo. Perché si sarà sicuri di parlare alle persone giuste nel modo e nei tempi giusti.

 

RELAZIONARSI CON I MEDIA PER LE PUBBLICHE RELAZIONI

Sapersi presentare ai media e stabilire anche con essi delle relazioni è garanzia di visibilità. I media contribuiscono ad influire non solo a far conoscere la storia di un azienda, ma anche a manovrarne le opinioni.

Attenzione, i media tendono a dare maggiore risalto ad un’azienda specialmente se questa è portatrice di un qualcosa di nuovo. Che sia il prodotto o il modo di porsi. Ai media non importa di parlare del migliore sul campo quanto parlare di ciò che si distingue.

In sintesi il distinguersi seleziona automaticamente dei pubblici di riferimento. E conoscere i destinatori porta a tessere delle pubbliche relazioni efficaci e durature.

 

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Marketing tips, Trend News / 24 Settembre, 2021

Come Valorizzare Un Brand

Come valorizzare un brand? Ma partiamo dal chiarirne la definizione.

Il Brand è la combinazione di elementi: nome, slogan, logo, comunicazione, storia aziendale e reputazione che funzionano come segno distintivo ed esclusivo di un’azienda. Questa combinazione di elementi racchiude l’immagine aziendale e dunque ciò che la differenzia dai competitor. E di conseguenza, determina il rapporto con i clienti e gli stakeholders.

Come si valorizza un brand è ciò che ci si chiede una volta delineati per l’appunto prodotti e servizi di un’attività.

La risposta più scontata che viene in mente è quella più sbagliata. Infatti, promuovere continuamente i punti forti di un prodotto al limite della credibilità genera diffidenza.

Per valorizzare un brand bisogna puntare su dei cardini precisi, ecco quali.

 

VALORIZZARE UN BRAND CON CONTENUTI ED EMOZIONI

Non si deve confondere il brand con il prodotto finale. Deve essere portatore di un credo così forte da essere pensato quasi come entità a se rispetto ai prodotti. Più che a far leva sugli aspetti commerciali, si deve far leva sul lato emozionale del brand.  Deve suscitare emozioni e consensi diventando un perno sociale in cui i clienti non solo acquistano i prodotti ma condividono i valori del brand. Ciò accade per merito della combinazione di fiducia, soddisfazione e personalità.

 

ATTENZIONE AL NOME

Che sia semplice, orecchiabile e di facile pronuncia. Non bisogna a tutti i costi cercare un nome che descriva perfettamente il brand, al contrario ciò è controproducente. Se è vero che il brand deve essere percepito come una entità a se stante, allora anche il nome deve trasudare personalità.

 

LA SCELTA DEL LOGO GIUSTO PER VALORIZZARE UN BRAND

Il logo è l’immagine che veicolerà il brand verso tutti, è importantissimo ai fini della valorizzazione che grafica, colori, forme siano quelle più idonee. Il logo racconta d’impatto la realtà del brand.

Non sbagliare il tono di colore o scegliere una forma molle, al contrario bisogna sceglierne che abbiano quanta più personalità possibile.

 

VALORIZZARE è TUTELARE

Un brand sufficientemente valorizzato spinge a farsi copiare. Valorizzare significa anche proteggere il brand non solo da melma esterna ma anche da plagi e simili. Per stare sicuri, è opportuno depositare il proprio brand facendosi assistere da società specializzate in produzione giuridica per la registrazione.

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Marketing tips / 22 Settembre, 2021

Perchè creare un piano editoriale per i social

 

Perchè creare un piano editoriale per i propri social? Ciò è di fondamentale importanza per ottenere risultati tangibili grazie alla propria presenza online.

Bisogna avere dei social la stessa cura e definizione che si ha quando si allestisce una vetrina che racconta il brand e i servizi offerti.

Vediamo i motivi fondamentali per cui è importante creare un piano editoriale per i propri social media.

UNO STRUMENTO DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE

Elaborare un piano editoriale per i social da un lato rappresenta componente creativa di brainstorming che aiuta ad avere chiarezza su ciò che si vuole ottenere.

Allo stesso tempo però, dall’altro lato diventa uno strumento operativo avvincente, cruciale quanto lo svolgimento di un qualsiasi altro compito operativo. Non è piu’ un attività che si cerca di coprire quando si ha tempo a disposizione ma diventa prioritario.

IDEA DI EQUILIBRIO E ARMONIA NELLA CREAZIONE DEL PIANO EDITORIALE

Usare i social come canale di lavoro ha il vantaggio di unire l’aspetto creativo e l’aspetto analitico. Bisogna pubblicare contenuti che stimolino gli utenti a condividere e interagire. Ma anche avvalersi di fantasia e aggiornarsi continuamente imparando a conoscere le caratteristiche di ogni social.

Ad esempio, i celebri reels sono molto efficaci su Instagram o su TikTok. Difficile pensare che possano portare risultati se usati su Facebook.

Essere attivi e organizzati sui social accresce la fedeltà di chi osserva, che passa dall’essere un utente passivo ad un follower attivo. 

CREARE UN PIANO EDITORIALE RAPPRESENTA UN VALORE AGGIUNTO

Attuare il calendario editoriale per i propri ha come risultato il poter analizzare su piu’ versanti gli obiettivi raggiunti.

Ancora di più,  grazie alla creazione di un piano editoriale , i social potrebbero non essere piu’ soltanto una vetrina promozionale interattiva ma diventare il diretto canale di riferimento dei consumatori finali.

Tutto questo perché per la creazione di un piano editoriale si tiene conto sì degli obiettivi da raggiungere, ma anche del punto di partenza.

Infatti, avere un proprio piano editoriale aiuta ad essere riconoscibili e distinguersi nel settore di appartenenza lavorativa per determinate caratteristiche.

Allo stesso tempo, aiuta a connettere più facilmente aziende e followers usando tempi, immagini e messaggi aderenti alla realtà.

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Marketing tips / 20 Gennaio, 2021

Single-tasking: l’arte di fare una cosa per volta

Conciliare lavoro, figli, casa, famiglia e lasciare del tempo libero per sé e magari per gli amici sembra un’impresa impossibile. Il multitasking è stato a lungo presentato come un’abilità in grado di permetterci di ottimizzare i tempi e riuscire a far fronte alle interminabili liste dei nostri impegni quotidiani. Eppure numerose ricerche hanno dimostrato che non è proprio così. Gli studi invitano a riscoprire la capacità di focalizzare l’attenzione su una cosa per volta, intesa come presupposto per portare a termine le nostre attività con maggiore efficacia e più serenamente.

Vediamo insieme tutti i benefici del single- tasking e come reimparare l’arte di fare una cosa per volta.

Gli svantaggi del multitasking

L’idea di concentrarsi su più compiti contemporaneamente è stata spesso vista come un modo per ottimizzare i tempi. Ma è davvero così? Ecco tre svantaggi che il multitasking porta con sé.

Riduce la produttività: le neuroscienze hanno dimostrato che il nostro cervello è incapace di svolgere più compiti contemporaneamente. Quello che noi percepiamo come attività multitasking altro non è che un continuo saltare da un compito all’altro. In questo passaggio, però, si perde tempo per distaccarsi dal compito che si stava svolgendo e focalizzarsi su quello nuovo, con un calo notevole della nostra produttività, che secondo il consulente strategico Peter Bregman può arrivare al 40%.

Peggiora le prestazioni: più che essere un modo per manifestare la nostra intelligenza, il multitasking è un’abitudine che la depotenzia. Uno studio condotto presso l’Università di Londra ha dimostrato che i lavoratori distratti da e-mail e messaggi possono subire una riduzione del loro Q.I. anche del 10%, con il relativo abbassamento del livello delle loro prestazioni. Senza contare che, dedicarsi a più attività contemporaneamente diminuisce la capacità di distinguere i compiti rilevanti da quelli che lo sono di meno, come ha dimostrato uno studio condotto dall’Università di Stanford.

Aumenta il livello di stress: eseguire più attività contemporaneamente aumenta la nostra sensazione di sovraccarico e di tensione, a scapito del nostro equilibrio emotivo. La ricercatrice Sandra Bond Chapman dell’Università di Dallas ha dimostrato come la propensione al multitasking comporti un aumento del tasso di cortisolo –comunemente riconosciuto come ormone dello stress- nel nostro organismo.

5 passi verso il single-tasking

La semplice consapevolezza dei vantaggi che può portare l’abitudine di fare una cosa per volta non basta a farci entrare in un circuito virtuoso. Talvolta, complici le nuove abitudini sociali e la diffusione di dispositivi elettronici, ci troviamo inconsapevolmente in una condizione di multitasking. Succede quando ci lasciamo prendere dalle distrazioni, quando rispondiamo a una telefonata mentre stiamo svolgendo un compito urgente, quando controlliamo di continuo le nostre email o quando, per noia o per stanchezza, tardiamo a concludere le nostre attività lasciandoci sedurre dai social network.

Alcuni accorgimenti, però, possono portarci a rivedere il nostro stile di vita. Ecco 5 buone abitudini che ci permetteranno di fare del single-tasking la nostra regola aurea.

Pianifichiamo tutti gli impegni il giorno prima: mettere su carta la sera prima gli impegni per il giorno seguente ci aiuterà ad avere una visione d’insieme delle nostre priorità e a pianificare la nostra giornata con maggiore coerenza.

Facciamo una stima dei tempi per ogni attività: quando prepariamo la nostra to-do-list facciamo una stima dei tempi che occorrono per ciascuna attività. Questo ci permetterà di costruire una lista sostenibile e migliorare la nostra gestione del tempo.

Blocchiamo le distrazioni: se siamo impegnati in un compito, spegniamo i cellulari, chiudiamo la casella mail e blocchiamo ogni fonte di distrazione.

Organizziamo gli spazi: se ogni cosa sarà al proprio posto saremo anche più veloci. Un buon intervento di space clearing ci permetterà di mantenere la nostra casa e l’ambiente di lavoro sempre in ordine.

Calmiamo la mente: talvolta ad alimentare la propensione al multitasking è la nostra stessa attività di pensiero, che corre veloce da un impegno all’altro. Imparare a calmare la mente con qualche buon esercizio di meditazione e focalizzando l’attenzione sul respiro ci aiuterà a concentrarci volta per volta su un singolo obiettivo e a portarlo a termine con maggiore precisione e più velocemente.