Style / Febbraio 1, 2021

Il “fisico ideale” e la bellezza nel corso della storia

Esiste una definizione universale di bellezza? Da tempo immemorabile filosofi, artisti e letterati si interrogano sul concetto di bellezza femminile. “Ciò che è bello è buono” diceva Platone, ma è Seneca che esprime il concetto di bellezza come armonia delle proporzioni: “Una bella donna non è colei di cui si lodano le braccia o le gambe, ma quello il cui aspetto complessivo è di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti”.  Il drammaturgo Ibsen sottolinea invece la relatività della bellezza femminile: “Che cos’è la bellezza? Una convenzione, una moneta che ha corso solo in un dato tempo e luogo”. 

I canoni di bellezza infatti non sono eterni né immutabili, ma evolvono nel corso del tempo, spesso in modo drastico, da un periodo storico all’altro (o addirittura tra un decennio e quello successivo). Definire la bellezza è oggettivamente difficile. Secondo Paul Valéry, “definire il bello è facile: è ciò che fa disperare”. Da sempre le donne desiderano essere belle. Il mito della bellezza e “del fisico ideale” non è una prerogativa della nostra epoca. Da sempre le donne inseguono un ideale di bellezza che cambia in base all’epoca in cui vivono. Se le donne del ‘700 torturavano il loro corpo in corsetti iper stretti pur di avere un vitino da vespa e disegnavano sul viso un finto neo per esaltare la loro vanità, in Cina le donne della stessa epoca si bendavano i piedi per impedirne la crescita (perché solo un piedino piccolo era femminile) e in Giappone la bellezza era nel “candore” e le donne si coloravano il volto con la polvere di riso per renderlo bianchissimo. Da ciò si deduce che l’ideale di bellezza femminile cambia non solo in base all’epoca storica, ma anche in base alla collocazione geografica. 

Gli anni ‘50 e il fisico a clessidra 

Gli anni ’50 sono l’epoca delle pin up ammiccanti, di Marilyn Monroe e dei corpi a clessidra esaltati da un vitino da vespa. Sono gli anni della Barbie, considerata rivoluzionaria perché era una bambola adulta, sexy e indipendente, al contrario dei bambolotti neonati che dovevano valorizzare l’istinto materno. Gli anni ‘60 sono il trionfo delle donne procaci, “curvy” e fortemente sensuali.

Gli anni ‘60

Addio alle curve sexy, è l’epoca di Twiggy e del fisico esile e minuto e degli occhi da cerbiatto. In quegli anni si registra un boom di diete per raggiungere il fisico ideale, magro e longilineo. L’ideale è un corpo senza curve, mascolino ed asciutto. Anche Audrey Hepburn è un’icona di bellezza di quegli anni, con la sua eleganza raffinata e il suo fisico filiforme. 

Gli anni ‘80

L’epoca delle bellezze statuarie, donne snelle, ma atletiche. Sono gli anni delle super modelle con corpi di amazzoni, gambe lunghe chilometri e muscoli definiti. Cindy Crawford e Linda Evangelista sono le icone irraggiungibili di bellezza. 

Gli anni ‘90 

Kate Moss domina la scena mondiale. La bellezza della porta accanto è l’ideale delle donne del tempo e una reazione alle supermodelle del decennio precedente.

Gli anni 2000

Sorrisi smaglianti, boccoli e corpo tonico e ben proporzionato: è l’epoca degli angeli di Victoria’s Secrets (Adriana Lima, Gisele e Heidi Klum). 

L’epoca attuale 

Eccoci arrivati al periodo attuale. Quali sono gli ideali di bellezza oggi? Una sembra essere la parola chiave “squat”. Kim Kardashian e Kylie Jenner sono icone di stile: le forme sono generose, seno e fianchi abbondanti, cosce burrose, ma il vitino è stretto. Torna in auge il fisico a clessidra, ma in forma esagerata (il lato B ideale è quello brasiliano e spesso si ricorre alla chirurgia estetica per averlo), le labbre sono gonfiate con il filler, i capelli allungati da extension. 

m.s.

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