Style / Febbraio 5, 2021

Mary Quant e l’invenzione della minigonna

È stata la gonna più discussa del Novecento, un capo di moda dal sapore di ribellione e capace di diventare il simbolo di una rivoluzione culturale. Stiamo parlando della famosa minigonna. Ma qual è la storia di questo indimenticabile capo del guardaroba femminile? Scopriamola insieme. 

Come nacque la minigonna

Dieci centimetri sopra il ginocchio per sconvolgere il mondo ed attirare l’attenzione di tutti. La minigonna fa la sua comparsa nei mitici anni ‘60. Correva l’anno 1963 e all’epoca la moda non era dettata tanto dagli stilisti, ma piuttosto dalle nuove generazioni. Erano anni di forti cambiamenti, grandi battaglie culturali, lotte per l’emancipazione femminile e soffiava un vento di novità, oltre che di libertà. Un semplice pezzo di stoffa suscitò un grande scandalo e divenne un fenomeno di massa. A Parigi il governo infuriato varò una legge sul buoncostume per condannare la minigonna. A Londra, invece, per le donne fu amore a prima vista: le loro gambe erano finalmente libere. 

Ma a chi si deve l’invenzione rivoluzionaria? I natali della minigonna sono illustri. Mary Quant, stilista londinese festaiola, fu la prima a esporla in vetrina nella boutique Bazaar a Kings Road a Londra. Secondo gli snob, però, l’ideatore fu il francese André Courrèges. In realtà fu “la strada” e non l’alta moda ad inventarla, come affermò più tardi Mary Quant. La mini fece infuriare persino la grande Coco Chanel che si fece portavoce di una campagna a favore delle gonne lunghe. Proprio lei che decenni prima era stata così rivoluzionaria, non comprendeva la rivoluzione in atto e che i tempi erano cambiati, così come le donne. 

La massima portavoce della minigonna fu Twiggy, modella adolescente magra e sbarazzina, senza curve seducenti ma con uno stile sorprendente. Nel decennio successivo, negli anni ‘70, la minigonna conobbe un periodo di crisi e fu superata dai pantaloni a zampa e dai vestiti lunghi (stile figli dei fiori). Fu riscoperta negli anni ‘80 dalle donne in carriera ed abbinata a giacche con spalline importanti. Negli anni ‘90 diventa colorata, elasticizzata e i centimetri di pelle nuda non sono più sinonimo di movimento, come sognava la sua creatrice, ma di dieta e magrezza. Dal 2015 esiste addirittura una giornata mondiale dedicata alla minigonna: il 6 giugno. L’evento si collega a una forma di protesta di Ben Othman, che insieme alle femministe, invitò il 6 giugno 2015 tutte le donne a scendere in piazza in minigonna come segno di solidarietà femminile nei confronti di una studentessa cacciata in sede d’esame a causa di una gonna troppo corta. 

m.s.

 

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